La Rivoluzione Francese e gli anni del Terrore
Alla fine del settecento alla Francia, nazione apparentemente florida, mancavano gli elementi essenziali della vita moderna: la libertà e l’uguaglianza sociale. Il re era un sovrano assoluto aveva i poteri legislativi, eseutivi e giudiziari, che pretendeva d’aver ricevuto da Dio.
Accanto al re c’erano due classi previlegiate: la nobiltà e il clero che non pagavano imposte, occupavano i posti migliori negli uffici statali e vivevano alle spalle del popolo francese.
Al disotto stavano la borgesia e i popolani (terzo stato) che lavoravano nelle industria e nel commercio.
Pagavano forte imposte e non godevano di alcun privilegio.
All’ultimo posto della scala sociale stavano i contadini, oppressi come servi della gleba, in condizioni di astrema povertà.
Angariato da un regime d’ingiustizia, il popolo francese da tempo anelava alla libertà e all’ugualianza.
LUD. XVI. D. G. FR. ET NAV. REX (Luigi XVI per grazia di Dio re di Francia e Navarra)
BENEDICTUM SIT DOMEN DOMINI (benedetto nel nome del Signore)
Di fronte a tante difficoltà, la tendenza estremista prende il sopravvento: il re viene imprigionato, il 22 settembre 1792 la Convenzione proclama la Repubblica, il 21 gennaio 1793 Luigi XVI viene ghigliottinato. La situazione si aggrava, si dichiara la patria in pericolo, si instaura un’implacabile dittatura proletaria che ha sede nel comune di Parigi ed è retta da Massimiliano Robespierre. Da Marsiglia giungono un gruppo di giovani che cantano una nuova canzone, la “Marsigliese” che diverrà l’inno Nazionale della Francia Repubblicana.
Un comitato di salute pubblica sbriga gli affari politici, il Comitato di Sicurezza Generale mantiene l’ordine pubblico e invia i veri o presunti nemici del popolo al Tribunale rivoluzionario che condanna senza pietà.
Si apre così il tragico periodo del terrore. Cadono sotto la ghigliottina le teste di Maria Antonietta, del generale Beauharnais, Carlotta Corday (che uccise nella vasca da bagno il crudele Marat) il principe Filippo d’Orleans, cugino del re, il chimico Lavoisier, il poeta Andrea Chénier, la sorella di Luigi XVI. Robespierre manda a morte anche i suoi collaboratori; Hébert, Desmoulins, Danton. In poco più di un mese nella sola Parigi vengono ghigliottinate 1376 persone.
Gli eccessi del regime dittatoriale di Robespierre provocano la rivolta degli stessi deputati. Il 27 luglio 1794 nel comune di Parigi, dove il tiranno si è rifugiato con i suoi anici, si accende una vera battaglia: Parecchi vengono uccisi, Robespierre morente viene trascinato alla ghigliottina.
La reazione è opera della borghesia. Allora anche i realisti e i reazionari e vogliono tentare la sorte e scendono in piazza minacciosi. Sarà un giovane generale, Napoleone Bonaparte a fermarli.
Prima di sciogliersi, la Convenzione ormai nelle mani della borghesia annulla la Costituzione dell’anno primo e publica la nuova cosyìtituzione dell’anno terzo (1795) La Francia rimane una repubblica, il potere esecutivo spetta ad un direttorio di 5 membri mentre il potere legislativo èriservato alla camera dei Cinquecento (Paralamento) e al consiglio degli Anziani (senato).Compiuta la sua opera , la Convenzione si scioglie il 26 ottobre 1795. La rivoluzione è finita.
Durante la rivoluzione francese venne adotta la biandiera a tre colori. La scelta viene accreditata al Marchese di Lafayette Il rosso (originariamente al lato asta) e blu,colori di Parigi e il bianco colore reale. La versione definitiva con il blu al lato asta è stata adottata definitivamente il 15 febbraio 1794,
La rivoluzione francese promosse uno dei più grandi tentativi di razionalizzazione della storia umana; il più noto è il sistema metrico decimale che è sopravissuto e che è divenuto quasi universale.
L'analogo tentativo di riformare il calendario introducendone uno completamente nuovo si concluse invece in un fallimento; introdotto nel 1793 fu infatti abrogato da Napoleone il 31 Dicembre 1805. Dal 1 Gennaio 1806 fu quindi ripristinato il calendario gregoriano. Il calendario della rivoluzione partiva dalla data della fondazione della Prima Repubblica francese, il 22 settembre 1792, che divenne il giorno 1 del mese Vendemmiaio dell'anno 1 della Repubblica.

Ogni mese era diviso in 3 decadi di 10 giorni ciascuna, di cui l'ultimo era di riposo.
Ogni giorno si divideva in 10 ore; ciascuna ora contava 100 minuti primi e ogni minuto 100 secondi.
Al termine dell'ultimo mese, Fruttidoro, facevano seguito i 5 giorni aggiuntivi (6 negli anni bisestili), che si chiamavano, nell'ordine, Giorno della virtù, Giorno del genio, Giorno del lavoro, Giorno della ragione, Giorno delle ricompense e Giorno della Rivoluzione (negli anni bisestili).

Il calendario della rivoluzione Francese
I nomi dei mesi erano:
1. Vendémiaire (Vendemmiaio)
2. Brumaire (Brumaio)
3. Frimaire (Frimaio)
4. Nivôse (Nevoso)
5. Pluviôse (Piovoso)
6. Ventôse (Ventoso)
7. Germinal (Germinale o Germile)
8. Floréal (Floreale o Florile)
9. Prairial (Pratile)
10. Messidor (Messidoro)
11. Thermidor (Termidoro)
12. Fructidor (Fruttidoro)
5 franchi di Napoleone Primo Console di Francia.
Anno 12 della Repubblica Francese (1803)