PLASTICO DELL'ASSEDIO ALLA ROCCA DI VERUCCHIO 28-31 OTTOBRE 1462
DURANTE LA GUERRA DI FEDERICO II DI MONTEFELTRO E DI PIO II PICCOLONINI
CONTRO SIGISMONDO PANDOLFO MALATESTA
Realizzazione Sciamasax Firenze.
Direzione Arch.RICCARDO SEMPLICI con la collaborazione di PAOLO FANFANI e GIANLUCA SENZANI.

Dono della Fondazione CARIM di Rimini. Il plastico è esposto nella Rocca Malatestiana di Verucchio
Il Periodo Storico
Nella seconda metà del 1400 l’Italia era caratterizzata dal dominio delle cinque maggiori signorie che miravano al perpetuarsi della dinastia in un’interrotta serie di guerre di espansione.
A Milano dominavano gli Sforza, la repubblica di Firenze in Toscana e la repubblica di Venezia che mirava all’espansione in Padania. Insieme formavano un polo che compensava il potere del papa a Roma e degli Aragonesi nel sud Italia, terre da sempre rivendicate dai francesi Angiò. Inoltre c’erano delle città stato che prestavano di volta in volta i propri servizi diplomatici e sopratutto militari al servizio del miglior offerente. I Malatesta dominavano a Rimini, gli Estensi a Ferrara, i Gonzaga a Mantova, i Varano a Camerino e i Montefeltro a Urbino. Queste signorie avevano rapporti di parentela e di alleanza, ma sempre pronte per un complotto, una congiura, un tradimento o ad inventarsi nuove alleanze e trattati di pace.
I Malatesta, da sempre, operavano una strategia aggressiva nei confronti dei Montefeltro per impossersarsi del contado di Urbino.
Ritratto di Sigismondo Pandolfo Malatesta
1451. Piero della Francesca- Parigi, Museo del Louvre - Olio e tempera su pannello - 44,5x34,5 cm
I Protagonisti
Sigismondo Pandolfo dei Malatesti
19 giugno 1417 - 9 ottobre 1468. Figlio illegittimo di Pandolfo signore di Brescia, Bergamo e Fano.

Federico II da Montefeltro
7 giugno 1422 - 10 settembre 1482. Figlio di Giudantonio signore di Urbino, Gubbio, Casteldurante e duca di Spoleto, e da donna sconosciuta. Morì nella guerra del sale mentre difendeva Ferrara dall’assedio veneziano.

Papa Paolo II (Enea Silvio Piccolomini)
18 ottobre 1405 - 14 agosto 1464.
Papa della chiesa Cattolica dal 1458 alla morte.
Da subito iniziò un’intensa attività diplomatica per riprestinare la pace nelle terre che appartenevano allo stato della chiesa.
Ritratto di Federico II Montefeltro.
1465 circa. Piero della Francesca - Uffizi Firenze - Olio su tavola - 47x33 cm
Nella primavera del 1461 Pio II che voleva far cessare le dispute tra i vari feudatari e riunificare le terre sotto il potere papale inviò uomini e mezzi per iniziare la guerra contro il signore di Rimini. Ma fu Sigismodo dei Malatesti a prendere l’iniziativa e ai primi di luglio, sulle rive del fiume Cesano (confine tra Pesaro e Urbino), accerchiò e battè l’esercito ecclesiastico.
Nel luglio 1462 Federico da Montefeltro, al servizio del papa e degli aragonesi ricevette l’incarico di bloccare Sigismondo.
Il primo scontro avvenne a Marotta (Pesaro) dove gli uomini del Malatesti furono sconfitti pesantemente.
A settembre le truppe del papa arrivarono in Romagna. Una dopo l’altra caddero le rocche di Mondaino, Saludecio e Montefiore. Poi l’esercito della chiesa si diresse verso la valle Marecchia dove venne espugnasto Sant’Arcangelo e altri castelli.
Nell’assedio del 28-31 ottobre 1462 cadde anche la rocca Malatestiana di Verucchio.
Con il sopraggiungere della stagione invernale le operazioni militari cessarono per riprendere nella primavera del 1463.
A metà ottobre tutte le rocche malatestiane, in terra marchigiana, tornarono sotto il dominio papale.
Mentre Sigismodo, nel castello di Rimini, si preparava per l’ultima battaglia, Federico di Montefeltro convinse il papa a cessare le ostilità per evitare il rischio di un allargamento della guerra con i veneziani, alleati dei Malatesta. Anche Firenze intercedette per i Malatestiani.
Dopo la pace Sigismondo venne obbligato a chiedere perdono delle sue colpe davanti al vescovo e al popolo di Rimini e lo stato Malatestiano venne smembrato a favore degli alleati del papa.
A Sigismodo rimase la sola Rimini. Morirà il 9 ottobre del 1468 e il suo corpo tumulato nella chiesa di S.Francesco (XII secolo) denominata tempio Malatestiano, rinnovata radicalmente nel 1447 da Leon Battista Albertis e mai ultimata.
I Fatti
A sinistra lo stemma più antico della famiglia dei Malatesti.
Medaglia in rame di Sigismondo Pandolfo dei Malatesti. Sul retro lo stemma personale del signore di Rimini con scudo, elmo, testa di elefante e mantello con al centro la S barrata verticalmente per Sigismondo.
43 mm di diametro. A destra lo stesso stemma con la testa di elefante con al centro l'emblema dei Malatesta.