La battaglia di Legnano. Dipinto di Amos Cassioli (1832-1891)
La battaglia di Legnano in un diorama con soldatini di piombo
La Battaglia di Legnano e la Sagra del Carroccio
1162: L'ASSEDIO E LA DISTRUZIONE DI MILANO
Dopo un anno di assedio, Milano continuava a resistere. Barbarossa sapeva che se non conquistava la città, il suo prestigio sarebbe stato messo in discussione. Doveva infliggere il colpo mortale a Milano. Arrivarono rinforzi dall’Ungheria, dalla Germania e dalle città filo-tedesche. Per Milano non ci fu scampo. La fame, le malattie, i mezzi di difesa divennero sempre più scarsi. Tentarono in queste condizioni di scendere a patti per arrendersi. Barbarossa non li accettò; voleva vincere e dare una dimostrazione esemplare di severità. In aprile Milano dovette arrendersi ed aprire le porte della città. Le milizie di Cremona, Pavia, Lodi, Como, Novara, fedeli all'imperatore rasero al suolo le mure poi incendiarono la città.

ANNO 1166
Federico BARBAROSSA con un grande esercito scese per la quarta volta in Italia. Il clima in Italia era molto cambiato, l'atmosfera d'odio verso l'imperatore era alta. Le città ostili si erano organizzate con uomini in armi e la lega Lombarda, annientata 4 anni prima, era riuscita a ricompattarsi e ricreare una milizia pronta ad affrontare le truppe imperiali.

ANNO 1167
IL 7 APRILE, i capitani delle cinque città lombarde, MILANO, BRESCIA, BERGAMO, MANTOVA, CREMONA e la Lega di VERONA (mai attaccata dal Barbarossa) si incontrarono in una località tra Bergamo e Lecco, nel monastero di PONTIDA, per concertare una linea comune di lotta anti-imperiale.
Il 27 APRILE davanti alle rovine di Milano, gli uomini delle cinque città fecero risorgere in pochi mesi Milano. Ricostruirono le mura, scavarono intorno alla città un grande fossato, prepararono le fortificazioni.
Milano dalle ceneri riprese la vita con un solo scopo: sconfiggere il Barbarossa

Il 29 MAGGIO 1176 a LEGNANO per il Barbarossa ci fu la resa dei conti con i Lombardi.

La decisione di muovere contro il Barbarossa da parte della Lega Lombarda era maturata da tempo. Nell'ultima settimana di maggio era opinione diffusa che il nemico non fosse ancora arrivato a Bellinzona, Invece Federico I era molto piu' vicino di quanto pensassero, e dopo aver passato la notte a Cairate si rimise in marcia per raggiungere Pavia e attraversare il Ticino.
In testa alla colonna dell'esercito tedesco quella mattina c'erano un gruppo di cavalieri che a sud del comune di Busto Arsizio finirono per incappare in una squadra di esploratori lombardi.
Il primo contatto avvenne alla cascina Mazzapane nel territorio di Borsano. L'avanguardia tedesca era numericamente inferiore, ma fu raggiunta dal grosso dell'esercito imperiale che attaccò i cavalieri lombardi che si ritirarono per ricongiungersi col grosso della cavalleria che era di stanza a Legnano. Molti soldati e cavalieri della Lega, impauriti per l'arrivo dell'esercito imperiale, abbandonarono il campo.
A quel punto le linee dei fanti si strinsero a difesa del Carroccio. Le cariche della cavalleria tedesca si fecero sempre piu' devastanti.
Le prime quattro linee di difesa crollarono una dopo l'altra, mentre la quinta riusciì a resistere alle cariche della cavalleria imperiale che attaccarono a lungo, in più riprese.
Nel frattempo i cavalieri della Compagnia della Morte, guidate da Alberto da Giussano si unirono con le truppe fresche arrivate da Milano e attaccarono di sorpresa le truppe tedesche e, in un'unica azione, sbaragliarono i soldati nemici, uccisero il portatore delle insegne imperiali, il cavallo del Barbarossa fu trafitto da una lancia e l’imperatore si salvò fingendosi morto tra i morti.
Il sole stava calando e l'esercito imperiale era in fuga avendo subito una delle sue disfatte più rovinose.
Il Barbarossa lasciò sul campo lo scudo, la lancia, il cavallo, il vessillo, il forziere, molti dei suoi uomini e il suo generale ma più di ogni altro, a Legnano, lasciò sul campo la sua credibilità e il suo onore di Imperatore.

I FATTI CHE PRECEDETTERO LA BATTAGLIA DI LEGNANO
Il 25 giugno 1183 si stipulò la pace di Costanza. L'imperatore riconosceva la Lega e faceva, alle città che la componevano, concessioni in tutti gli ambiti, amministrativo, politico e giudiziario. Si trattava di un compromesso che segnava la rinuncia al concetto di "impero universale" e al piano di dominio assoluto, mentre i Comuni avrebbero mantenuto la loro autonomia.
Dopo la pace stipulata con il Papa Alessandro III Federico si imbarcò per la Terza Crociata (1189) con Filippo Augusto di Francia e Riccardo I d'Inghilterra (Riccardo Cuor di Leone), ma affogò attraversando il fiume Saleph, in Cilicia, nel Sud-Est dell'Anatolia.
Federico I di Svevia, il Barbarossa, in trono.
Miniatura dalla "Cronaca dei Guelfi"
Monastero benedettino di Weingarten, Germania
La sala del Collegio dei Capitani nel castello visconteo di Legnano e il diorama della battaglia tra la Lega Lombarda e il Barbarossa.
L' iniziativa di aprire una sezione sulla battaglia di Legnano nasce alla vista del diorama esposto nella sala del Collegio dei Capitani nel Castello di Legnano. Il diorama dalle dimensioni di 100x100 centimetri comprende 300 soldatini di piombo. Si tratta di una realizzazione meritevole di attenzione e di una visita da parte di tutti i collezionisti di soldatini e figurini.
La battaglia di Legnano in un metroquadro, con trecento armati tra fanti e cavalieri, in sei tavole fotografiche
La commemorazione della vittoria di Legnano su celebrata con solennità dai milanesi sin dall'anno successivo. Più che una festa civile si trattava di una funzione religiosa. Con la presa del ducato di Milano di Luigi XII di Francia la ricorrenza fu sospesa per essere riprestinata da Carlo Borromeo nel 1596. Le celebrazioni più imponenti si ebbero nel 1848 con il governo provvisorio della Lombardia e nel 1879. La vittora sul Barbarossa divenne simbolo di libertà nazionale. Nel 1847, il ventenne studente e patriota genovese, Goffredo Mameli compose l'inno d'Italia dedicando una strofa alla battaglia di Legnano:
e nel 1849 Giuseppe Verdi compose le musiche per la tragedia lirica in quattro atti "la Battaglia di Legnano” su libretto di Salvatore Cammarano.
L'idea di creare una manifestazione permente che rievocasse la battaglia contro il Barbarossa si concretizzò nel 1932. La celebrazione denominata "Festa del Carroccio” comprendeva una sfilata in abiti d'epoca, e una gara ippica e fu accumunata una sagra popolare e gastronomica.
Purtroppo la gara ippica si concluse con una caduta mortale di un giovane fantino. La manifestazioni continuarono nei due anni successivi senza la gara ippica. Nel 1935 furono dettate precise regole di comportamento e la celebrazione rievocativa assunse il nome di "PALIO DI LEGNANO”. Per ragioni politiche nel 1936 tornò ed essere chiamata "Sagra di Legnano”. Con l'inizio della seconda guerra mondiale la sagra venne sospesa.
Dall'Alpi alla Sicilia - Dovunque è Legnano - Ogn'uom di Ferruccio - ha il core - ha la mano, I bimbi d'Italia - si chiaman Balilla,
Il suon d'ogni squilla - I vespri suonò.
Strigiamoci a coorte - Siam pronti alla morte - l'Italia chiamò.
La ripresa della manifestazione si deve alla Famiglia Legnanese fondata nel 1951 che si assunse l'intero onere di organizzare la Sagra del maggio1952.
La celebrazione assunse un alto valore storico, folcloristico e sociale, contribuendo a richiamare l'attenzione, in tutta italia, sulla battaglia di Legnano,
Manifesto di Emilio Guidi tuttora simbolo ufficiale della manifestazione.
Soldatini di carta 4-1964
Corriere dei Piccoli - disegni di Cimpellin
8 giugno 1962- Domenica del Corriere
disegno di Walter Molino
E NEL MESE DI MAGGIO ...
... si aprono feste, manifestazioni folkloristiche e saghe popolari. Mercatini d'antiquariato, mostre fotografiche, concorsi di pittura, tornei di scacchi, concerti sinfonici, il premio letterario ”Giovanni da Legnano” la Festa del Pane, il Castello in festa e tanto tanto d'altro. Vengono aperti i Manieri di Contrada che con la Traslazione e la Veglia della Croce preparano la Sagra del Carroccio che si svolge nell'ultima domenica di maggio. Il programma prevede la Messa sul Carroccio, la sfilata storica per le vie della città, la Parata delle Contrade, gli Onori al Carroccio e il Palio Ippico.