In Germania, il periodo che va dal 1919 al 1933 è conosciuto come “Repubblica di Weimar”.
Prende il nome dalla città di Weimar, dove un'assemblea nazionale convenne per stendere una nuova costituzione, dopo la sconfitta tedesca nella prima guerra mondiale.
Nel 1923 la repubblica tedesca non poteva più permettersi di tener fede ai pagamenti delle riparazioni di guerra stabilite a Versailles e il nuovo governo divenne insolvente. In risposta, le truppe francesi e belghe, occuparono la Ruhr, la regione a quell'epoca più importante dal punto di vista industriale, prendendo, nel gennaio del 1922, il controllo delle società minerarie e manifatturiere. Nel gennaio del 1923, vennero indetti degli scioperi e la resistenza passiva venne incoraggiata. Gli scioperi durarono otto mesi, il che causò grave sofferenza all'economia alla quale seguì una politica economica di importazione che innescò la più grande castrastofe monetaria che la storia ricordi.
I nostri progenitori si trovarono per la prima volta di fronte a sconvolgimenti di portata fino ad allora sconosciuta e che, la prima guerra mondiale, travolse un mondo che fino a pochi anni prima era parso stabile e avviato verso continui miglioramenti.
In campo filatelico e numismatico restano un centinaio di francobolli e banconote a testimoniare con sgomento la follia di una corsa paragonabile a una velocità da fantascienza. L’inflazione fino allora strisciante, nei primi mese del 1923 aveva ingranato una marcia in più. I francobolli in corso che avevano valori di decine o centinaia di marchi erano ormai superati e non rispondevano più alle crescenti esigenze dovute dovute all’aumento galoppante.
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