I prezzi galoppavano e poiché anche gli operai in sciopero venivano pagati dallo Stato, il governo tedesco cominciò a fare ciò che fanno tutti i governi, quando non sanno più come affrontare una montagna di spese incontrollabili: stampava più banconote, che innescò un periodo di iperinflazione.
I dipendenti venivano pagati ogni giorno. Dal ufficio paga correvano al mercato per spendere tutto e subito, perché un'ora più tardi i prezzi potevano essere già raddoppiati e il giorno dopo le stesse banconote non valevano più nulla. 200 fabbriche di carta stampavano, giorno e notte nuove banconote, francobolli e altri valori con sopra delle cifre sempre più astronomiche. Il più delle volte, le banconote e i francobolli stampati qualche ora prima venivano sovrainpressi con valori superiori e per accelerare la produzione le banconote venivano stampate da un solo lato.
All’inizio il pane, latte e patate si pagavano con alcune migliaia di marchi, poi in milioni, e infine in miliardi e in migliaia di miliardi di marchi. Ragionevolmente, per lo più si regolava tutto con la tecnica del baratto.

In agosto fu posta in corso una serie di francobolli delle emissioni precedenti con sovrastampati valori da 5.000 a 250.000 marchi, a settembre con un valore da 100.000 marchi, a ottobre con una nuova emissione di 4 valori di 400.000 marchi fino alla grandinata di emissioni che vanno dal 13 ottobre al 22 novembre con il valore più basso di 500.000 marchi a quello più alto di 50.000.000.000 (cinquanta miliardi). Di pari passo galopparono le banconote.
Le buste lettera non erano così grandi da contenere francobolli con valori così elevati. È per questo motivo che si trovano pochissimi buste con francobolli e molte con il timbro “Gebuhr bezahlt” che vuol dire tassa pagata. Una raccomandata spedita il 10 novembre e diretta in Italia era stata affrancata con 30 francobolli per un totale di 7 miliardi di marchi. Una lettera ad uso interno del paese il 1 gennaio 1923 costava 10 marchi, il 10 ottobre 2 milioni di marchi e il 1 dicembre 50 miliardi di marchi.
Il valore del Papiermark (marco di carta) che a gennaio veniva cambiato a 4,2 per ogni dollaro statunitense raggiunse i 1.000.000 di marchi per dollaro in agosto e a 4.200.000.000.000 per dollaro il 20 novembre.