Alberto Martini (Oderzo, 24 novembre 1876 – Milano, 8 novembre 1954) Grafico e illustratore. Fu anche un disegnatore con accentuata simpatia per gli artisti inglesi e tedeschi di fine ottocento. Non aderì al manifesto di Breton (1924) e si autodefinì e autodeterminò “spontaneamente surrealista” prima che detto vocabolo prendesse significato. Fu un soggetto sostanzialmente isolato, non annoverabile nella grafica tradizionale pubblicitaria di quegli anni. Realizzò illustrazioni di vena fantastica per la “Secchia Rapita” di Tassoni del 1895, per la “Divina Commedia” di Dante del 1901 – 1920 e nell’illustrazione delle opere di Rimbaud, Shakespeare, Verlaine e Poe.
Espresse un erotismo macrabo e satirico, crudele e a volte sadico e dovendo illustrare “Misteri” cercò di rappresentare ciò che oltrepassa il normale limite umano del visibile. Tale sua diversità gli creò una folta schiera di appassionati e il suo nome comparve più volte nelle Biennali di Venezia dal 1897 in poi. Abitò a Treviso dal 1879 al 1922 e poi si trasferì a Parigi fino al 1934 dove acquisì ulteriori esperienze di tutta l’area del simbolismo europeo. Nel 1935 rientrò a Milano e vi rimase fino alla morte. Considerato un precursore del movimento surrealista, si ispirò ai maestri tedeschi dell'incisione (A. Durer, L Cranach).
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