Leonetto Cappiello (Livorno 9.41875 – Grasse 2.2. 1942)
È un nome da inserire nel gotha della pubblicità italiana. A Livorno Cappiello cominciò ad avere un nome come autore di caricature e parte di queste furono pubblicate nel 1896 in un piccolo volume intitolato “Lanterna Magica”, un’ironica cronaca della Livorno mondana che trascorreva le sue giornate balneari tra ritrovi e passeggiate sul lungomare.
Stabilitosi a Parigi, intraprese un’intensa attività di illustratore proseguendo la sua spiccata natura di caricaturista e collaborando a riviste come “Le Crì de Paris” e “Le Rire” oltre a “Le Crì du Mois” e “Les Feux de la Rampe” tali collaborazioni si attestano tutte dal 1899 al 1905.
Per la rivista “Revue Blanche” pubblicò l’Album “Nos Actrices” contenente 18 ritratti di nobildonne famose parigine e che rappresentò per lui la prima tappa strategica per la sua affermazione parigina. Se si può rintracciare un percorso nell’evoluzione stilistica di Cappiello cartellonista, esso è forse nel segno di una progressiva e evolutiva sintesi capace di inviare il messaggio pubblicitario attraverso sigle più che disegni. Valga per tutti il famoso e storico manifesto “Chocholat Klaus” dove la presenza di una donna a cavallo, benchè non sembri avere alcuna relazione col prodotto, pure si associa in forma inequivocabile alla pubblicità del prodotto, grazie alla sola evidenza visiva dell’immagine, secondo un processo modernissimo sperimentato e messo a punto proprio da Cappiello tra i primi.
Oltre all’attività di cartellonista che lo consacrerà ai massimi vertici, applicherà la sua arte con abile maestria anche nelle decorazioni di ville e di appartamenti privati, sarà grande ideatore di interni e di arredamenti, realizzerà costumi e scenografie per numerosi teatri francesi e si applicherà anche con grandi risultati nell’attività di frescante ed illustratore.