La primiera bolognese
Il nome gli deriva dalla Primiera, un gioco di presa di cui si fa menzione in documenti che risalgono al XVI secolo, e che a quei tempi era molto diffuso. Tale gioco è ora pressoché estinto, e l'uso delle carte con questo stile si è spostato geograficamente verso Cento. Tuttavia questo rimane l'unico fra i mazzi regionali italiani a non portare solo un nome geografico.
Lo stile è lo stesso delle carte dei semi del Tarocco Bolognese, dal quale è chiaramente derivato, ma in questo caso le 40 carte si adeguano al classico schema dei valori dall'1 al 7 più le tre figure usuali. Le illustrazioni semplici ma eleganti, con colori decisamente intensi. Tutte le carte del mazzo hanno simboli disposti simmetricamente (cioè qualsiasi carta potrebbero essere considerata a testa doppia), con la sola eccezione dell'asso di Denari, un semplice fregio nero che contorna lo spazio per il bollo d'imposta.
L'asso di Spade ha una forma insolitamente ricurva, e termina con una testa d'aquila (vedi figura), mentre un altro particolare curioso è che nel seme di Bastoni le mazze sono unite fra di loro alle estremità.
Misurano