Nati come libertà di espressione, come imitazione del vero, come elogio del falso e dell’appariscente i bijoux o gioielli fantasia sono caratterizzati dall’uso di materiali ”poveri”. Non imitano i gioielli preziosi, ma creano qualcosa di diverso e estroso. L‘originalità delle forme e l’accostamento di materiali come legno, cristalli, ceramica, materie sintetiche, plastica, marcassite, quarzi, ... a colori nuovi, daranno ai i bijoux il sopravvento sul valore delle pietre e dei materiali preziosi e diventeranno accessori in grado di arricchire e completare un abito con un gusto nuovo e originalissimo.

È con l’inizio della grande depressione (1929-1939), seguito dagli anni della seconda guerra mondiale, che appaiono i primi gioielli non veri. Sono una via d’uscita per chi lavora nel campo della gioielleria e saranno i bizzarri bijoux novità , rivolti al consumo più spicciolo che raccoglieranno il maggior successo. Il risultato qualitativo e artistico, grazie all’abilità e alla creatività dei gioiellieri, sarà pari a quello dei monili più preziosi. L’artigiano, che con grande abilità manuale produce questi gioielli diventa un creatore, indipendentemente dal valore intrinseco del prodotto finito.

È Gustavo Trifari, il grande precursore di questi artisti. Nato a Napoli nel 1883, lavora nel laboratorio di gioielli del nonno Luigi per poi, approdare in America in cerca di fortuna. Dopo un periodo passato come dipendente disegnatore di gioielli, fonda con uno zio la propria ditta, il cui successo coincide con la grande depressione. In quel perido l’ultima cosa che la gente può permettersi è un gioiello. Trifari si ingegna e ricorre alla sua straordnaria abilità per creare con materie povere e pietre false bioux bellissimi e originali, Dal suo laboratorio escono orecchine, spille, collane che nulla hanno da invidiare ai gioielli veri, e costano infinitamente meno. Le donne che indossano tailleur semplici, con maniche corte e scollature a “V” fanno salti di gioia nell’ appuntare questi bijoux fantasia che brillano e luccicano come i gioielli veri.
1949. Alfred Philippe for Trifari. Sapphire Blu Lady & Boy Rag Doll Pins, Pom-Pom and Tom-Tom
Anche a Hollywood il mondo del cinema ricorre a queste creazioni. Le grandi attrici li indossano sui loro abiti di scena come se fossero gioielli veri. Ora gli artisti orafi firmano i loro gioielli fantasia come si firmano quelli veri con tanto di brevetto e marchio depositato.
Nel frattempo il periodo nero finisce, esplode il boom, arriva il denaro per acquistare i gioielli veri, in oro puro con brillanti e pietre preziose. I gioielli fantasia finiscono relegati in un cassetto, ma per poco. Nel 1947 l’industria del gioiello fantasia riprende a pieno ritmo. Dopo un’altro breve declino, causa il rifiuto del consumismo e dell'ostentazione, i bijoux risorgono verso la metà degli anni ‘60. La moda impazza, i prezzi aumentano, alcuni pezzi sono introvabili, spariti dal mercato o si trovano solo dagli antiquari, dove a volte costano più dei gioielli autentici.
In Italia il bijoux tocca il vertice della notorietà nei primi anni ‘80 con l’affermazione della moda e degli stilisti italiani.

Questa è, in breve, la storia, il successo, la vittoria dei gioielli fantasia e della creatività dei loro ideatori che da semplici artigiani divennero artisti.
Carole Lombard, Vivien Leight, Greta Garbo (nel film Romance), Marlene Dietrich (in Venere bionda), Jean Harlow
Marchi di alcuni produttori di bijoux. Miriam Haskell, Jay Feinberg, Christian Dior, Chanel, Joseff of Hollywood. Trifari.
Ma i gioielli bijoux parlano italiano
I collezionisti di bijoux sanno che molti dei marchi più prestigiosi, per qualità e originalità, sono prodotti che portano in sé qualcosa di italiano. De Rosa, Trifari, De Mario, De Nicola, Panetta, Cascio, Pennino, Capri, Coro, Pellini, Schiaparelli, sono solo alcuni nomi famosi al grande pubblico a cui vanno aggiunti altri marchi come Pell (Pellegrino Gaeta), Gem Craft (Ron Verri, figlio del mitico Gene Verracchia) o Dominique (il meridionalissimo Domenico produttore di collane, farfalle e alberi di natale). E italiani sono i nomi di tantissmi disegnatori di prestigiosi modelli di bijoux che hanno contribuito a produrre e diffondere un prodotto bello e carico di energia nello stile tipico della creatività italiana.
È con orgoglio che possiamo dire che i bijoux americani, e non solo, parlano anche italiano.