La produzione artistica moderna e contemporanea è continuata nelle stesse aree geografiche dell’Africa nera creando opere di elevatissimo livello che hanno avuto eco importante nella ricerca artistica europea fra l’0ttocento e il Novecento.
È nel legno che la scultura ha raggiunto il suo massimo livello estetico. Maestri nell’intaglio gli scultori africani hanno prodotto figure di antenati, statue magiche, maternità, maschere rituali e una serie di oggetti di uso quotidiano quali scatole, vasi, bicchieri, sgabelli, posate in cui l’arte raggiunge sorprendenti livelli artistici.

La maternità.
La rappresentazione della maternità è un tema ricorrente nella produzione della maggior parte delle società africane.
La maternità celebra la donna fertile, con il richiamo alla madre mitica che diede vita al genere umano. La forma ricorrente è quella di una figura dal volto espressivo da cui traspare un senso di dignità, con un bambino sul seno o sul dorso.

Le maschere.
Nelle società tribali africane la maschera è un elemento previlegiato negli atti rituali in quanto rappresenta espresasione del codice morale e religioso. Solitamente di legno scolpito è arricchita con materiali di varia natura. Il tipo più comune è realizzata per essere portata sul volto, altre sono scultura vere e proprie da portare sul capo. È utilizzata in riti di inizializzzazione con un preciso richiamo alle tradizioni delle tribù. Nei rituali funebri serve per per catalizzare le forze negative scatenate dalla morte e per neutralizzzarle. Nei riti agrari la maschera richiama la rigenerazione sociale e cosmica e agisce come dtrumento di forza e controllo sociale.

Le sculture.
Per lo più la scultura rappresenta l’antenato, riflettendo l’importanza delle relazioni di parentela. L’antenato è sereno con forza vitale rappresenta l’anello di congiunzione tra la società dei vivi e il mondo degli spiriti. Nella scultura vengono intenzionalmente sproporzionate le parti anatomiche con l’accentuazione della testa, del troco e degli organi sessuali.

La scultura equestre.
La figura equestre è associata all’esercizio del potere politico, bene esclusivo del sovrano e della corte. Il cavallo, in genere è montato da un guerriero a ricordo dei mitici guerrieri del nord che secondo tradizione furono gli artefici della nascita degli stati africani. Le sculture equestri in terracotta rinvenute per lo più nell’area del Niger sono collocabili ai tempi dell’impero del Mali e dei Songhai (XIII e XV secolo).
Piccole figure equestri sono collocate nei santuari a ricordo del dio Mommo che si trasformò in cavallo per trainare l’arca della creazione o del dio Amma, la divinità suprema principio di ogni cosa.

La scultura magica.
Cumunemente chiamate feticci, provengono in particolare dall’area del Kongo e hanno al loro interno nicchie che contengono sostanze magiche e vengono utilizzate nel corso dei rituali propiziatori. I campi di azione sono molteplici. In genere vengono utilizzate nei culti terapeutici e nei riti di protezione di uomini, animali o cose, ma possono essere usate per azioni di stregoneria per provocare malattie o anche morte a distanza.

Le figure tombali.
Le figure tombali, solitamente in pietra o più raramente in legno, originarie dalle regione del basso Kongo indicano il luogo di sepoltura di personaggi di rango reale o particolarmente importanti. Queste figure, le più antiche risalgono al XVII-XVIII secolo, possono essere semplicementi monumenti commemorativi oppure svolgere funzioni di guardiani di tombe a protezione di eventuali aggressori o operatori di magie negative.

La cultura artistica dell’Africa Nera.