Nel mondo etnologico africano il significato culturale della maschera trascende il problema dell’identità di chi la indossa, perchè il fine non è il travestimento ma la materializzazione di un’idea, di una presentazione diversa che supera i confini del reale sconfinando nella dimensione simbolica.
I più antichi documenti figurativi lasciati dall’uomo (incisioni e pitture rupresti nel Tassil, Ennedi, Chad e Kalahari) testimoniano l’uso delle maschere di animali nel corso di riti a scopo propiziatorio, per favorire l’andamento della caccia.
Già da queste figurazioni si intuisce il desiderio intimo dell’africano di entrare in contatto con le forze vitali che animano il mondo.
Nell’iniziazione la maschera ha il compito di drammatizzare la trasmissione del sapere tribale fornendo regole etico-comportamentali della vita collettiva.
Nei riti funebri la maschera è un elemento catalizzatore delle forze della natura che la morte ha disgregato.
Nelle società segrete, la maschera con tratti terrificanti è strumento di forza e controllo sociale evocando terribili potenze soprannaturali.
Nei riti agrari e di fertilitàla maschera evoca momenti di rigenerazione sociale e cosmica e si rivive il tempo mitico in cui vennero insegnate agli uomini le tecniche agricole.

TIPOLOGIA DELLA MASCHERA AFRICANA