Il ventaglio dal XVIII al XX secolo
Nel XVIII la Francia è maestra in materia. Oltre alla realizzazione di esemplari su ordinazione, unici e lussiosi, molti laboratori iniziarono a produrre piccole serie di ventagli composti da montature in legno comune, guarniti di fogli di carta stampata e colorata che aumentarono la popolarità e la diffusione del ventaglio.
Questi ventagli considerati di bassa o media qualità se posti in confronto ai sontuosi esemplari sopracitati, non ha impedito che, oggi, siano considerati pezzi da collezione di grande valore.

All’inizio del XIX secolo, il vantaglio ha un posto primario nell’abbigliamento femminile. La sera le signore dell’alta borghesia esibiscono modelli lussuosi ed eleganti, mentre di giorno sono utilizzati ventagli più semplici, piccoli ed economici.
La vanità delle donne è terreno di conquista del ventaglio e vi rimarrà fino alla vigilia della Prima Guerra Mondiale.

All’inizio del XX secolo inizia a svilupparsi la moda del ventaglio pubblicitario, di norma regalato, che conosce una carriera folgorante che purtroppo terminerà con la Seconda Guerra Mondiale. Questi ventagli, testimonianza storica dell’attività produttiva e del costume, non erano fatti per durare e, oggi, trovare modelli prodotti in quegli anni in perfetto stato, è piùttosto difficile.

Con la fine del conflitto mondiale inizia la produzione di un nuovo tipo di ventaglio “il ventaglio moderno” piuttosto grossolano, realizzato in plastica, legno, carta o in pizzo meccanico e di nessun interesse artistico e commerciale. Da quel momento i raffinati e eleganti ventagli prodotti dal XV al XIX secolo diventaranno oggetti di alto antiquariato per la delizia dei collezionisti di tutto il mondo.

Tra i ventagli più antichi citiamo il modello in bambù rinvenuto in Cina nel II secolo a.C, il modello in oro sbalzato e decorato con scene di caccia allo struzzo, trovato nella tomba di Tutankhamon e il primo esemplare occidentale del VI secolo appartenuto alla regina dei Longobardi Teodolinda conservato nella basilica di S.Giovanni Battista di Monza.