Considerato un oggetto civettuolo destinato ad un pubblico prevalentemente femminile, definito un articolo d’arte di fascia minore, ignorato ne “L’enciclopedia illustrata dell’antiquariato dal XIII secolo al postmoderno” edita dalla Mondadori, celebrato da pittori, registi e commediografi, il ventaglio ha un ruolo importantissimo nelle arti e nell’antiquariato poichè spesso di grande valore artistico e frequentemente realizzato in un solo esemplare. Con montature in avorio, madreperla o tartaruga decorate in oro, incastonate di perle, smalti, pietre dure e con le foglie decorate con magnifici dipinti, i ventagli sono oggetti di lusso, e testimonianza di un artigianato di altissimo livello realizzati con il contributo di artisti famosi.

Nel 1500 il ventaglio era diventato un accessorio importante dell’abbigliamento femminile: nessuna dama sarebbe apparsa in società senza il suo ventaglio.
In un mondo ambiguo come quello delle corti, poteva essere usato per celare bisbigli, espressioni del viso e cenni al proprio amante. Il ventaglio nascondeva un rossore, se cadeva era un invito galante rivolto al cavaliere pronto a raccoglierlo.

Dopo la metà del Cinquecento dall’Italia l’uso del ventaglio si diffuse in Francia, dove Caterina de Medici giunse quattordicenne per sposare Enrico II. Fece conoscere il ventaglio in tutte le sue forme e nelle modalità più preziose,
Il successo fu tale che, per molto tempo il monopolio dei ventagli sarà conteso da profumieri, doratori, ebanisti, pittori e rilegatori.
Sarà re Luigi XIV a mettere ordine creando, nel 1678, una nuova corporazione professionale, i ventagliai.
Da sinistra: Caterina de Medici, Elisabetta (Sissi) imperatrice d’Austria-Ungheria
e l'attrice Kirsten Dunst nel film Maria Antonietta di Sofia Coppola.