Il primo aereo a reazione al mondo a volare in pubblico
Modellino e note sul Campini Caproni fotografati nel Museo dell’Aviazione di Rimini
Articolo pubblicato sulla Domenica del Corriere
il 27 agosto 1961
Ancora oggi, non molti sanno che l’Italia fu la prima nazione al mondo a far volare un aereo a reazione.
Il 27 agosto 1940 dal campo di aviazione di Taliedo di Milano dove sorgevano le officine Caproni (area, ora inglobata nell’aeroprto Forlanini) si levava in volo il primo aereo a reazione italiano, il Campini-Caproni CC-2, pilotato dal Colonnello Mario De Bernardi, . Questo volo venne omologato dalla F. A. I. (Federation Aeronautique Internationale) come primo al mondo per un motore a reazione e destò grande scalpore nel mondo. Solo dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale si seppe che in Germania, nel giugno del 1939, l’aereo HE 176 munito di motore a razzo compì dei brevissimi voli. Nell’agosto dello stesso anno, volò lo HE 178 munito di motore a turbina.
UNITA' CAMPINI
TURBOREATTORE
Compressore
Postbruciatore
Postbruciatore
Compressore
Turbina
Da anni l’Ing. Secondo Campini lavorava alla ricerca e alle soluzioni della propulsione a reazione. Aveva studiato e progettato dei motori a turbina, analogamento a quanto fatto in quello stesso periodo dalla Germania e dall’Inghilterra.
Il progetto italiano era solo sperimentale il cui scopo primario era quello di dimostrare la validità della formula. In quel periodo la situazione della nostra industria motoristica era piuttosto carente nella reperibilità dei materiali speciali adatti a resistere alle sollecitazioni, specialmente termiche dei nuovi motori a reazione
Per non sovrapporre problemi al nuovo tipo di propulsore l’Ing. Campini preferì servirsi di un motore ibrido, definito Unità Campini. Per azionare il compressore a tre stadi, capace di un regime di rotazione di 18.000 giri/minuto era stato installato un normale motore a pistoni Isotta Fraschini da 900 H.P.
Dalle prove pratiche l’ing. Campini vide confermati quasi tutti i dati teorici calcolati.
Il progetto realizzato negli anni 1935/36 comprendeva una fusoliera utilizzata per le prove a punto fisso. Attualmente la fusoliera è esposta, priva di motore ma con il carrello originale, al Museo della Scienza e della Tecnica “Leonardo da Vinci” di Milano,
un esemplare del CC-2 è conservato presso il Museo dell’Aeronautica di Vigna della Valle.