I PROTAGONISTI
Ing. Secondo Campini
Nato a Bologna il 28 agosto 1904, subito dopo la laurea, nel 1929 cominciò a studiare la propulsione a reazione e alle potenzialità per applicazioni aeronautiche di questo nuovo motore.
Nel 1931 presenta al Ministero dell'Aeronautica di una relazione sul suo sistema propulsivo e fonda la società V.E.N.A.R. (Velivoli E Natanti A Reazione), la prima ditta al mondo per la realizzazione di propulsori a reazione.
Sempre nel 1931 realizza il primo motoscafo al mondo spinto da un motore idrogetto. (in collaborazione con la ditta Costruzioni Meccaniche Riva di Milano.
Nel 1934 sottoscrive un contratto tra la V.E.N.A.R. e l’aeronautica per la fornitura di due aerei più la fusoliera di prova “con propulsione a reazione sistema Campini”.
Nel 1939 progetta un bireattore stratosferico e un giroplano (elicottero a reazione, biposto) denominati rispettivamente S.C.3 e S.C.5. Progetti rimasti sulla carta a causa degli eventi bellici.
Il 27 agosto 1940 il primo prototipo del Campini Caproni fu provato in volo per 10 minuti sul campo di Taliedo dal grande pilota Mario De Bernardi.
1941 - Il 30 novembre alle ore 14:47 Mario De Bernardi e l'ing.Giovanni Pedace (segretario della Associazione Pionieri d'Italia) compirono un volo ufficiale, a bordo del secondo prototipo, tra l'aeroporto di Milano-Linate Forlanini e quello di Guidonia a Roma, atterrando alle 16:58 dopo aver percorso 475,554 km alla media di 217,147 km/h; senza mai attivare il "postbruciatore" per risparmiare carburante.
Nel 1942 progetta due mini sommergibili monoposto, su commissione della Regia Marina, azionati da idrogetti con una potenza di 1000 cv e un dislocamento di 7 tonnellate per una velocità prevista di 30 nodi e autonomia di 1000 km; i prototipi ultimati con i propulsori già collaudati andarono distrutti nel 1944. Rimasero solo sulla carta altri progetti come un bireattore da bombardamento e un velivolo da caccia con il sistema di propulsione Campini.
Nel 1948 si trasferisce negli Stati Uniti dove ideò un elicottero quadriposto con turbina da 200 CV
Nel 1949 progetta un grande elicottero con rotore azionato da due turbine capaci di sollevare un carro armato del peso di 40 tonnellate.
Su richiesta del Governo Americano disegnò un turbogetto da 6000 kg di spinta a grande autonomia, studiò la sostituzione dei 4 motori a elica del bombardiere Northrop YB-35 con dei turbogetti e la costruzione del bombardiere strategico B-49
L'Ing.Secondo Campini si è spento a Milano il 7 febbraio 1980.
l'Ing.Campini esegue delle prove nella galleria del vento
Giovanni Caproni
Massone d’Arco - 03/07/1886 Massone d’Arco – Roma - 27/10/1957
Ingegnere aeronautico nato a Massone d'Arco nel 1886, territorio all'epoca austriaco. Laureatosi in Ingegneria civile al Politecnico di Monaco di Baviera nel 1907, l'anno successivo conseguì una specializzazione in elettrotecnica presso l'Istituto Montefiori di Liegi.
Si trasferì in Italia e dopo una serie di prime esperienze nella costruzione di velivoli a motore, nel 1908 fondò a Taliedo, vicino a Milano Linate, l'officina Caproni per la produzione di biplani dove compì il primo volo il 27 maggio 1910. In questo periodo fondò anche la Scuola di Aviazione Caproni. Verso la fine del 1910 Caproni si trasferì poi a Vizzola Ticino, presso Varese.
Dal 1911 si concentrò invece con maggior successo nella produzione di monoplani. Nel 1914 collaudò il Ca.31 un biplano trimotore che fu il primo plurimotore costruito in Italia. Dal 1915 si dedicò alla produzione di veivoli militari, ideando e costruendo i primi apparecchi da bombardamento italiani.
Fu tra i fautori dell'utilizzo degli aeroplani per il trasporto di passeggeri "civili". Nel 1921 costruì un idrovolante capace di portare ben 100 passeggeri il cui prototipo venne distrutto in un incendio. Si dedicò anche alla produzione di alianti. Nell'intervallo tra le due guerre la ditta Caproni assunse le dimensioni di un vero e proprio gruppo industriale, il che gli valse la nomina a Conte di Taliedo.
Morì a Roma nel 1957. Nel 1983 la fabbrica fu ceduta all'impresa Agusta.
Mario De Bernardi
Venosa (Potenza) 1° luglio 1893 - Roma 8 aprile 1959
Mario De Bernardi ottenne l brevetto di pilota a soli 21 anni. Nel corso della Prima Guerra Mondiale fu in forza alla prima Squadriglia, poi inviato come istruttore di volo a Cascina Costa (Varese).
Nel 1916 passa alla 75° Squadriglia Caccia dove abbatte il suo primo veivolo sul cielo di Verona.
Richiamato dal fronte viene inviato come callaudatore dei veicoli Pomilio. Nel 1917 torna in prima linea nei ranghi della 91^ Squadriglia comandaa dal maggiore Francesco Baracca, e qui termina la guerra con all’attivo 9 veicoli abbattuti e una Medaglia d’Argento al Valore Militare. Dopo la guerra comanda i Centri Sperimentali di Furbara, Montecelio e Vigna di Valle.
Nel 1926 con un veicolo Macchi M39 vince a Norrfolk la coppa Scheider e conquista i primati mondiali di velocità assoluta su 100 e 200 km alla media di 396,600 km/h.
Mario De Bernardi (al centro della foto)
Nel 1927 a Venezia porta il primato di velocità a 479,2 km/h e successivamente a 512,776 km/h, primo uomo al mondo a superare il limite dei 500 chilometri orari. Lasciata l’Aeronautica Militare diviene consulete e collaudatore presso la Caproni. Nel 1931 a Cleveland vince una gara internazionale di acrobazia aerea, battendo i fortissimi americani. Dopo la guerra realizza un piccolo aereo: l’Aeroscooter. Il giorno 8 aprile, al rientro di un volo con questo apparecchio viene colto da malore. Riesce a portare a terra il veicolo, ma muore prima che si possa prestargli soccorso.