Valle della Somme, 21 aprile 1918. In un triplano Fokker Dr.1 appena schiantatosi nella terra di nessuno termina la leggenda del "Barone rosso” Manfred von Richtofen, asso della caccia tedesca con 80 vittorie. Contemporaneamente ne nasce un'altra. Un'altra leggenda che, attraverso decenni, finirà con l'accumunare la fama dell'uomo a quella dell'aereo. La fama del Dr.1 fu legata, principalmente, alle gesta di von Richtofen e a suo reparto che passò alla storia come il "Circo volante” per gli sgargianti colori dei suoi aerei.
(Nella fotografia il modellino in scala 1:28 del Fokker DR1 di Manfred von Richtofen, prodotto dalla Revell nel 1991 e decals del 1997.)
Manfred von Richthofen nacque a Kleinburg, vicino a Breslavia, Slesia, il 2 maggio 1882. A 11 anni iniziò l'addestramento militare e nel 1911 entrò a far parte del 1° reggimento Ulani della Prussia Orientale. Allo scoppiò la prima guerra mondiale quando le operazioni tradizionali di cavalleria diventarono inutili a causa delle mitragliatrici e filo spinato, Richthofen chiese il trasferimento nella Luftstreitkräfte (Forze di combattimento aereo). Iniziò il servizio operativo in missioni di ricognizione sul fronte orientale nel mese di giugno 1915 e come pilota da caccia nel mese di ottobre 1915.
Nel mese di agosto 1916, Oswald Boelcke (19 maggio 1881 - 28 ottobre 1916, 40 vittorie), valente pilota e stratega di combattimenti aerei selezionò Richtofen per la sua nuova unità, la Jagdstaffel ("squadrone da combattimento"), Jasta 2. Con questa squadriglia Richtofen, il 17 settembre 1916 a Cambrai abbattè il suo primo aereo nemico.
Il 23 novembre 1916, Richthofen a bordo di un Albratos D.II abbatté il DH2 dell'avversario più pericoloso, l’asso inglese il Maggiore Lanoe Hawker.
Nel gennaio 1917, dopo la sua 16a vittoria, Richthofen venne decorato con la medaglia al merito, il più alto onore militare in Germania. Nella primavera la supremazia aerea tedesca, con i nuovi Albatros D.III raggiunse il culmine. Nel mese di aprile (definito l’aprile di sangue per il gran numero degli arei alleati abbattuti) Richtofen ottenne 21 vittorie. Nel giugno 1917, assunse il comando del Flying Circus, costituito dai migliori piloti da caccia tedeschi. Per facilitare l’immediata identificazione dell’aereo nella mischia della battaglia Richtofen fece verniciare l’aereo di rosso.
Il 6 luglio, durante un combattimento subì una grave ferita testa che lo costrinse ad una convalescenza in ospedale.
Richtofen tornò a combattere il 18 ottobre 1917 ottenendo la sua 58a vittoria, ma la ferita aveva lasciato un trauma. Soffrì di mal di testa, di nausea-post-volo e inevitabilmente un cambiamento di temperamento.
Nel 1918, Richthofen era diventato una leggenda al punto che si temeva che la sua morte in battaglia sarebbe un duro colpo per il morale del popolo tedesco. Richthofen rifiutò un lavoro a terra. Il senso del dovere non gli permetteva di lasciare soli i suoi suoi compagni mentre si sentiva ancora in grado di affrontare i combattimenti aerei. Manfred von Richtofen era diventato un eroe, caldeggiato dalla stampa.
23 aprile 1917 foto di gruppo - Richtofen e la Jasta 11 con alle spalle l'Albatros D.III , in convalescenza e prima di una missione.
Il 21 aprile 1918, Richtofen stava inseguendo, a bassissima quota, un Sopwith Camel pilotato dal tenete canadese Wilfrid Wop. A sua volta Richtofen venne individuato e attaccato dal capitano canadese Arthur Roy Brown. Il Barone Rosso dovette fare una manovra diversiva per scrollarsi di dosso l’aereo nemico. È certo che nel corso di questa fase sia stato colpito da un proiettile calibro 0,303 che lo colpì al polmone e al cuore. Nei suoi ultimi momenti di vita Richtofen riuscì ad atterrare in una zona appena a nord di Vaux-sur-Somme, controllata da una forza Australiana.
Al momento dell’atteraggio il Fokker era integro, ma fu presto smontato da soldati cacciatori di souvenir.
La RAF accrediò a Brown l’abbattimento dell’aereo e la morte del Barone Rosso.
Richtofen morì a seguito di una gravissima ferita prodotta da un proiettile entrato da un unico punto, penetrando dal diritto ascella e al prossimo a sinistra capezzolo. La maggior parte degli esperti ritengono che Richthofen sia stato ucciso da un colpo partito dal terreno. La ferita ha indicato che il proiettile aveva un movimento verso l'alto, dal lato destro, e più importante, probabilmente sparato dopo l'attacco di Brown.
Strisce tratte dal volume Corto Maltese " Sogno di un mattino di mezzo inverno” di Hugo Pratt - Edizione del 1975
Richthofen fu sepolto il 22 aprile 1918 nel cimitero del villaggio di Bertangles, vicino a Amiens. Sei aviatori con il grado di capitano - lo stesso rango come Richthofen - e una guardia d'onore diedero l’ultimo saluto al Barone Rosso con una salva di fucile. Altri squadroni lo onorarono con corone di fiori.
Il Fokker DR.1 spogliato dai cacciatori di souvenir e la cerimonia funebre TO VERY GALLANT FOE (al prode nemico)
Benché Richtofen esercitasse le funzioni di un tenente-colonnello, rimase sempre un capitano. Nell’esercito tedesco, era consuetudine che gli ufficiali venissero promossi secondo un calendario stabilito e non per meriti di guerra.
Richtofen volò, combattè e ottenne successi con diversi aerei ma la sua immagine è indissolubilmente legata al triplano Fokker DR.1
Oswald Boelcke fu uno dei più famosi assi tedeschi Nato in Sassonia e aveva imparato a pilotare alla scuola di volo di Halberstadt. Nel mese di maggio del 1916 abbattè 16 aerei nemici e l'alto comando tedesco gli vietò di volare, perché la sua esperienza era inestimabile, ma Boelcke volle continuare a combattere. Alla sua morte aveva abbattuto 40 aerei nemici.

"In uno scontro aereo Boelcke non riuscì a cambattere a causa di un guasto alla mitragliatrice.”

"Boelke aveva grande rispetto per il valore dei compagni e dei nemici e era sua abitudine visitare e passare delle ore a parlare con i piloti che aveva abbattuto.”

"Il 28 ottobre 1916 mentre combatteva contro un aereo inglese, si scontrò con un aereo della sua squadriglia, perse il controllo del mezzo e precipitò al suolo.”
Dopo la morte di Richtofen, Ernest Udet divenne il miglior asso tedesco con 62 aerei abbattuti e uno dei piloti più popolari del mondo. Dopo la guerra partecipò negli Stati Uniti alle manifestazioni nazionali e internazionali dell’aria dove dimostrò la sua abilità di pilota. Fu applaudito da tutti, compreso gli uomini contro cui aveva combattuto in Francia.

"Durante la guerra ricevette la croce di ferro per aver abbattuto molti piloti francesi.”

"Colpito da un aereo nemico Udet si salvò gettandosi con il paracadute, cosa piuttosto inusuale per quei tempi.”

"Nel settembre 1918 durante un cobbattimento si scontrò con un aereo inglese. Entrambi furono gravemente danneggiati, ma entrambi riuscirono a cavarsela.”
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di Roberto Bignami
Striscie fumetto sui piloti famosi, prodotte negli Stati Uniti dal 1925 al 1935