lupa
IMG fonte web
LA FONDAZIONE DI ROMA, come mi è stata insegnata a scuola.
Il mito racconta della fondazione di Roma avvenuta a opera di Romolo, discendente dalla stirpe reale di Alba Longa, che a sua volta discendeva da Silvio, figlio di Lavinia e di Enea, l’eroe troiano giunto nel Lazio dopo la caduta di Troia.
Amulio figlio del re Proca di Alba Longa costringe sua nipote Rea Silvia, figlia del fratello Numitore, a diventare vestale e a fare quindi voto di castità per impedirle di generare un possibile pretendente al trono. Il dio Marte però s’invaghisce della fanciulla e la rende madre di due gemelli, Romolo e Remo. ll re Amulio, saputo della nascita, ordina l’assassinio dei gemelli per annegamento, ma il servo incaricato non trova il coraggio di compiere tale misfatto e li abbandona sulla riva del fiume Tevere. Rea Silvia non subirà la pena di morte riservata alle vestali che infrangevano il voto di castità in quanto di stirpe reale, ma verrà confinata dal re. La cesta nella quale i gemelli erano stati adagiati si arenerà presso la palude del Velabro, alle pendici di una cresta del Palatino, il Germalus, sotto un fico, nei pressi di una grotta detta Lupercale. Lì i due vengono trovati e allattati da una lupa che aveva perso i cuccioli ed era stata d’altra parte attirata dal pianto dei gemelli e da un picchio (animale sacro per i Latini) che li protegge, entrambi animali sacri ad Ares. In quei pressi portava al pascolo il gregge il pastore Faustolo (porcaro di Amulio) che trova i gemelli e insieme con la moglie Acca Larenzia li cresce come suoi figli.
Una volta adulti e conosciuta la propria origine, Romolo e Remo fanno ritorno ad Alba Longa e ottengono dal nonno materno il re Numitore il permesso di andare a fondare una nuova città, nel luogo dove erano cresciuti.
Romolo vuole chiamarla Roma ed edificarla sul Palatino, mentre Remo la vuole chiamare Remora e fondarla sull’Aventino. Ne nacque una discussione secondo la quale Remo, per prendere in giro il fratello, avrebbe scavalcato il solco sacro tracciato con l’aratro e quindi Romolo, al colmo dell’ira, l’avrebbe ucciso aggiungendo queste parole di sfida: «Così, d’ora in poi, possa morire chiunque osi scavalcare le mie mura». In questo modo Romolo s’impossessò del potere e la città prese il nome di Roma. »
La data della fondazione di Roma è stata fissata al 21 aprile dell’anno 753 a.C.

Prima della fondazione della Repubblica Romana la città ha attraversato un lungo periodo di monarchia. Dal 753 aC al 510 a.C. la città fu governata da re, meglio noti come i sette re di Roma.
ROMOLO / NUMA POMPILIO / TULLO OSTILIO / ANCO MARZIO / TARQUINIO PRISCO / SERVIO TULLIO / TARQUINIO IL SUPERBO

Introduzione Greche Romane Bizantine Medioevali Francesi Tedesche Estere Moderne
asse
asseR
Aes grave (asse liberale) - fronte: Giano bifronte / retro: prora di nave
bronzo Ø 33,5 - 34,8 mm / 24,98 g
Le monete romane dei tempi anteriori all'impero si dividono in due classi: la prima comprende le grosse monete in bronzo (aes rude e aes signatum). La seconda le monete repubblicane in argento e bronzo, e anche in oro, che vengono propriamente chiamate monete consolari o delle famiglie.
L'aes rude consisteva in barre in bronzo di varie dimensioni e veniva adoperato a peso. L'aes signatum, che gli succedette, consisteva in grandi pezzi quadrangolari con raffigurato per lo più di animali. Gli esemplari dell'aes signatum sono di una eccezionale rarità.
La serie dell'aes grave inizia con l'asse liberale del peso di una libbra e con le sue frazioni. La moneta nel diritto è sempre variabile, il rovescio ha per tutta la serie ha indistintamente la prora di una nave.
Fronte delle monete: ASSE - Giano bifronte ; SEMIASSE - testa di Giove; TRIENTE - testa di Minerva, QUADRANTE - testa di Ercole;
SESTANTE - testa di Mercurio; ONCIA - testa della dea ROMA.

Il peso teoricamente, l'asse primitivo dovrebbe corrispondere alla libbra romana di 327 grammi, ma in pratica è notevolmente inferiore.

reni
reni
rubri
RUBRI
Denario Gens Reni / 154 a. C.
argento Ø 15,2 - 15,6 mm / 3,85 g
Quinario Gens Rubria / 87 a. C.
argento Ø 14,2 mm - 1,65 g

MONETE DELLA REPUBBLICA ROMANA
La Repubblica romana (Res publica Populi Romani) nacque a seguito di contrasti interni che portarono alla fine della supremazia della componente etrusca sulla città e al parallelo decadere delle istituzioni monarchiche. Quella della Repubblica rappresentò una fase lunga (periodo compreso fra il 509 a. C. e il 27 a. C.), complessa e decisiva della storia romana: costituì un periodo di enormi trasformazioni per Roma, che da piccola città stato quale era alla fine del VI secolo a.C. divenne, alla vigilia della fondazione dell’Impero, la capitale di un vasto e complesso Stato, formato da una miriade di popoli e civiltà differenti, avviato a segnare in modo decisivo la storia dell’Occidente e del Mediterraneo.
Le prime monete d'argento della Repubblica Romana futono il DENARIO, il QUINARIO e il SESTERZIO. La serie ha per il diritto la testa della dea ROMA (con la cifra numerale dietro la nuca: X per il denario, V o Q per il quinario e IIS per il sesterzio) e nel rovescio i Dioscuri a cavallo, con la parola ROMA in esergo. Poco tempo dopo ai Dioscuri si sostituisce quello della biga di Diana o della Vittoria. Più tardi troviamo la testa di Giove nel diritto e nel rovescio la vittoria che incorona un trofeo. Alcune delle monete della Repubblica sono serrate o dentellate, singolarità non bene spiegata ma che si riscontra anche nella serie delle monete greche.
Nelle monete della repubblica ho contato l'emissione di monete da parte di 181 famiglie da ABURIA (ABVRI) a VOLTEIA (VOL, VOLTEI).
Poncia-F
PONCIA-R
Quinario Gens Porcia / 101 a. C.
argento Ø 13 mm / 1,75 g
GENS RENIA (RENI). Denario. Caius Renius , 138 a. C. - D/ Testa di Roma a destra, dietro la nuca X. Retro/ C RENI ROMA con biga.
GENS PORCIA (PORC. o PORCI). Quinario 89 a.C.: D/ M CATO Testa della Libertà. Retro/ VICTRIX La Vittoria seduta che incorona un trofeo.
GENS RUBRIA (RUBRI).Quinario 87 a.C. D/ DOSSEN Testa di Nettuno con tridente a destra. Retro/ L RVBRI La Vittoria avanzante a destra, con altare su cui è arrotolzato un serpente.
frecciaDX
aquila
home
LA MONETAZIONE ROMANA