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MONETAZIONE GRECA - LE MONETE DEGLI DEI
divinità, eroi, satiri, ninfe, muse, oracoli ...

Introduzione Greche Romane Bizantine Medioevali Francesi Tedesche Estere Moderne
giove
Tessalia Krannon /300 - 190 a.C.
Testa di Zeus / Cavaliere al galoppo vestito con clamide e petaso. A terra un tridente. - Bronzo Ø 20 mm - 8,3 g
Siracusa - 275 - 216
Poseidone / Tridente con delfino
Bronzo Ø 19,5 / 19,8 mm / 5,86 g
Ionia Ephesos / 350 a.C.
Busto di Artemide - Due cervi che si guardano
Bronzo Ø 24,4 mm - 6,91 g
ZEUS. Figlio di Crono e di Rea. Re e padre degli uomini. In origine era il dio del cielo luminioso, dei fenonemi atmosferici, della luce e del calore. Divenne il signore dei fulmini e della tempesta con cui manifestava la suprema volontà. Gli stessi dei gli dovevano obbiedenza e quando Poseidone e Apollo tentarono di ribellarsi, furono scacciati dall'Olimpo ed Era, per la stessa colpa, fu appesa a testa in giù sugli abissi. Con i fratelli Poseidone e Ade combattè per 10 anni contro il padre Crono spodestandolo. Divenuto supremo e incontrastato signore, divise con i fratelli il dominio del cosmo: egli ebbe il cielo, Poseidone il mare e Ade il mondo infero. A Zeus erano attribuiti innumerevoli amori con dee e con donne mortali. Per esse assunse le forme più diverse e ricorse a divine astuzie. Per sedurre Europa assunse la forma di in toro, per Leda quella di un cigno.
Clamide. Nell’antichità greco-romana, era un tipo di mantello corto e leggero, orlato d'oro. Era l'abito essenziale di viandanti ed efèbi, ma veniva usato specialmente per cavalcare. Petaso. Era un cappello con falde larghe usato dagli antichi nei viaggi o, più in generale, per ripararsi sia dal sole sia dalla pioggia. Poteva essere di cuoio, di feltro o di paglia, e spesso era fornito di sottogola.
In particolare era il copricapo di Ermes.

POSEIDONE. Figlio di Crono e di Rea, fratello di Zeus e Ade. Personificazione del mare, Poseidone viveva nel fondo marino in un magnifico palazzo d'oro e dominava le acque con il suo tridente. Divinità avida e vendicativa, andava su tutte le furie se non veniva accontentato. Picchiando il tridente contro il fondo del mare scuoteva la terra con terremoti e il mare con i maremoti. Invidioso del potere di Zeus, con Apollo partecipò a una congiura contro di lui ma scoperti furono puniti con l'esilio sulla terra presso Laomedonte per il quale costruirono le mura di Troia.
Filippo II di Macedonia / 359 - 336 a.C.
Testa di Apollo / Giovane nudo su cavallo rampante
Bronzo Ø 16,6 mm - 4,95 g
APOLLO figlio di Zeus e di Latona. Con la gemella Artemide nacque nell'isola galleggiante di Delo. È uno dei maggiori dei: dio della luce, della musica, della profezia e di tutte le arti belle. Apollo è guaritore ma anche tremendo nella sua ira e nella vendetta. Celebri sono i suoi amori spesso legati a metamorfosi, come nel caso di Dafne e Giacinto.
ARTEMIDE figlia di Zeus e Latona, sorella di Apollo. Dea della caccia e della Luna percorreva i monti della Arcadia accompagnata dalle sue ninfee. Era irascibile e vendicativa come il fratello. Insensibile all'amore era la dea della castità e della sterilità. I suoi animali sacri erano il cervo, il cane e il cinghiale.
ARES dio della guerra, figlio di Zeus e di Era. Fu allevato da Enio, dea della guerra. Divenne violento e sanguinario e sui campi di battaglia era sempre accompagnato da Phobos (paura), Deimos (spavento e terrore) e Eris (discordia). Amante di Afrodite generò con lei Eros, Armonia e Antero.
ATENA figlia di Zeus e di Metis. Nacque da un punto della testa del padre spaccata da Efesto dopo che Zeus aveva inghiottito la prima moglie Metis (saggezza), temendo che partorisse un figlio destinato a detronizzarlo. Atena, dea delle arti e della giustizia, protettrice dello stato e delle opere pubbliche era venerata in molti luoghi, specialmente ad Atene città che prese il suo nome perchè donò un ulivo un dono più utile di quello di Poseidone, il cavallo. Era considerata anche una protettice della vegetazione e dell'agricoltura. I suoi animali sacri erano il gallo e la civetta.

La CIVETTA. È la civetta che accompagna Atena nei miti dell'antica Grecia. È il simbolo della filosofia e della saggezza. La civetta di Atena è stata rappresentata anche nella moneta di un euro greco, così com'era raffigurata in un'antica tetradracma ateniese del V secolo a.C., per ricordare le loro tradizioni mitologiche e la cultura, soprattutto quella filosofica e quella scientifica che per secoli e secoli ha accompagnato questa popolazione.
Pontos, Amisos. Circa 120-63 a. C.
Testa elmata di Marte / spada nella guaina.
Bronzo Ø 19 / 20,2 mm - 7,98 g
Kamerina, Sicilia / 425 - 405 a.C.
Testa di Atena / Civetta con lucertola, 3 globi in esergo
Bronzo Ø 14,1 / 14,3 mm - 4,40 g
Demetra, a sinistra spiga d'orzo / Aratro. Sul vomero un uccello con nel becco un insetto, a sinistra 2 globetti
Hexas / Kentoripai - 241 a.C. / Bronzo Ø 15,5 mm - 2,98 g
Testa giovane Dionisio inghirlandato con foglie d'edera /
Dionisio in piedi con grappolo d'uva
Maromeia - 146 a.C. - Bronzo Ø 16,6 mm - 4,95 g
DEMETRA figlia di Crono e di Era. Dea connessa con la maternità e la fertilità della terra. Con il fratello Zeus generò Persefone venerata con lei e Eleusi. Quando Ade rapì Persefone e la portò nel regno dei morti, Demetra cercò la figlia per tutta la terra e, nella sua disperazione, fece isterilire la vegetazione: in particolare i cereali, che essa aveva donato agli uomini. Dagli amori con Iasone, Demetra ebbe Pluto, dio delle ricchezze. Fu amata anche da Poseidone: per sfuggirgli si tramutò in giumenta, ma Poseidone divenne cavallo e generarono Iarone.
DIONISIO figlio di Zeus e unico fra gli dei, di una donna mortale, Semele, figlia di Cadmo e di Armonia. Zeus lo trasse dal grembo di Semele, colpita da un fulmine e se lo cucì in una coscia per completarne la formazione. Dio della natura selvaggia, ma anche della vite. del vino e dell'ebbrezza, ebbe un corteggio di satiri e di donne invasate che lo accompagnava per foreste e monti. Tra le sue numerose imprese si ricordano le lotte contro i Giganti sotto forma di leone, la discesa negli inferi per riprendere la madre Selene. Dalle nozze con Arianna ebbe numerosi figli.
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Testa di Athena elmata / Perseo con arpa e testa di Gorgone. Corpo della Medusa sotto i piedi di Perseo
Mithradates VI 109 - 89 a.C. / Bronzo Ø 21 mm -18,25 g
Atena con elmo Corinzio / Pegaso
Siracusa - 400 circa a.C.
Bronzo Ø 16,3 / 17 mm - 5,39 g
Perseo figlio di Zeus e Danae. Perseo viene ricordato soprattutto per l'uccisione della Gorgone Medusa, per aver salvato Andromeda, poi sua sposa, da un mostro marino e per essere stato re di Tirinto. Dalla moglie Andromeda ebbe molti figli.
L'uccisione della Medusa
. Per raggiungere la Medusa, Perseo doveva procurarsi tre cose: dei sandali alati per spostarsi a gran velocità, una sacca magica per riporvi la testa recisa e l'elmo di Ade che rende invisibili. Atena gli aveva fornito uno scudo lucido come uno specchio, raccomandando all'eroe di guardare Medusa solo di riflesso. Ermes gli regalò un falcetto di diamante affilatissimo, col quale l'eroe avrebbe decapitato il mostro.
Resosi invisibile grazie all'elmo di Ade, avanzò camminando all'indietro, guardando nello scudo sorretto da Atena; quando fu abbastanza vicino al mostro da sentirne sibilare i serpenti che gli si agitavano sul capo, lo decapitò col falcetto mentre dormiva. Dal collo mutilato della Medusa scaturirono un cavallo alato, Pegaso e un gigante, Crisaore. Perseo raccolse il sangue colato di Medusa, che aveva proprietà magiche: quello che era colato dalla vena sinistra era un veleno mortale, mentre quello colato dalla vena destra era un rimedio capace di resuscitare i morti. Inoltre, un solo ricciolo dei suoi capelli, mostrato a un esercito assalitore, aveva il potere di sconfiggerlo.
La liberazione di Andromeda.
Mentre era nella terra di Filistia, vide incatenata a uno scoglio una fanciulla, nuda e bellissima: Andromeda, figlia del re di Etiopia Cefeo e di Cassiopea. Era condannata a essere divorata da un mostro marino perché sua madre, orgogliosa dell'avvenenza di sua figlia, aveva affermato che superava in bellezza tutte le Nereidi: scatenando le ire delle ninfe del mare. Poseidone aveva inviato Cefeo un orribile mostro che faceva stragi e terrorizzava gli abitanti. Per salvare il suo popolo, il re fu costretto a offrirgli la propria figlia per placarne l'ira. Quando Perseo giunse, Andromeda era ormai rassegnata alla sua terribile sorte. Perseo, ingannando il mostro marino che doveva divorare Andromeda con dei giochi d'ombra sull'acqua, riuscì ad ucciderlo e riportò la giovane dai genitori.
PEGASO. Medusa era già gravida quando Perseo le mozzò la testa e proprio dal collo e dal sangue di Medusa nacque Pegaso il cavallo alato. Portava sul mondo i lampi e i tuoni di Zeus finché venne domato da Bellerofonte. L'eroe cavalcando Pegaso compì diverse imprese quali l'uccisione della Chimera e la lotta contro le Amazzoni.
Secondo una credenza ellenistica, dopo la morte di Bellerofonte, Pegaso scese sull'Elicona e, mentre le Muse cantavano, batté lo zoccolo sul monte producendo una fessura dalla quale sgorgò una fonte le cui acque donavano l'estro poetico.

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Testa di Medusa (Gorgona) / Ancora con gambero di fiume
Apollonia - Pontika 400 /300 a. C.
Argento Ø 13,6 / 14,2 mm - 3,27 g
Scudo di Atena con testa di Gorgona al centro (Aegis)
Nike che avanza con una palma sopra la spalla
Pontos Amisos 100 a.C. / Bronzo Ø 20,7 / 21,9 mm - 6,71 g
La Medusa (Gorgona). Era una creatura mostruosa. Insieme a Steno (la forte) ed Euriale (colei che salta lontano) era una delle tre Gorgoni, figlie di Forco e di sua sorella Ceto, due orrendi mostri marini, e l'unica a non essere immortale. Nelle rappresentazioni più antiche era orrenda, esattamente come le sue sorelle. In versioni più recenti tuttavia Medusa è stata considerata come una donna bellissima che riusciva ad affascinare gli uomini che non riuscendo a trattenersi si voltavano a guardarla, trasformandosi in pietra. Inoltre rappresentava la perversione intellettuale.
Lo scudo di Atena. Perseo uccise Medusa mozzandole la testa. Atena in seguito si appropriò della testa di Medusa. Il gigante Pallante tentò di violentare Atena, ma la dea lo uccise e lo scorticò. Il gigante era ricoperto, al posto di pelle umana, di pelle caprina, con la quale Atena si fabbricò l'egida, lo scudo magico che nessuna arma poteva infrangere e in grado di pietrificare all'istante i suoi nemici.Leggende successive vogliono che lo scudo fosse stato fabbricato da Efesto con la pelle di Amaltea, la capra balia di Zeus. Efesto ne fece uno scudo indistruttibile e resistente perfino alla folgore. Zeus non lo usava come scudo da combattimento, ma agitandolo scatenava violente tempeste.